Anno Catechistico 2010-2011
Catechesi e famiglia
Con l’inizio del nuovo anno catechistico 2010-2011, nella Parrocchia di Ruvo, si è dato avvio agli incontri mensili dei vari gruppi di catechesi con la presenza dei ragazzi, dei rappresentanti delle famiglie, dei catechisti e del parroco.
La catechesi con le famiglie è la più immediata, legata alla vita e alle esperienze concrete, di cui è ricco il rapporto familiare tra genitori e figli, spesso occasionale ma non per questo meno efficace di quella sistematica, profonda e coinvolgente, partecipata da tutti i membri in un clima di ascolto e di dialogo interpersonale. Questo è quello che si chiede ad ogni famiglia cristiana o che sia sensibile ai temi educativi di tipo anche religioso.
Si parla così di magistero della vita, che si esplicita nell’esperienza quotidiana e si avvale, certo, anche di parole, ma soprattutto di esempi. Vivendo la vita di famiglia con la ricchezza di valori che possiede, l’educazione cristiana dei figli sarà assicurata. L’importante è che ogni famiglia si renda consapevole di questo fatto e non pensi a chissà quali altri impegni da soddisfare o domande a cui rispondere.
Questo fatto pone in forte risalto, però, una scelta prioritaria che la comunità cristiana e i catechisti non possono ignorare o dare per scontata: la fede dei genitori, che, in quanto adulti, trasmettono quello che sono e quello in cui veramente credono. Per cui, se due genitori non si confrontano e crescono nella fede personale e di coppia, difficilmente riusciranno a comunicare con semplicità di vita e di cuore la fede ai figli. Dunque, è il rapporto fede-vita che entra in gioco e su questo va orientata l’azione pastorale con la famiglia. L’educazione cristiana dei figli e la catechesi passano attraverso questo continuo sforzo di rapportare la vita alla fede e viceversa
La catechesi rapportata alle famiglie è una delle esperienze positive e incoraggianti capace di ridare entusiasmo e forza anche alla catechesi parrocchiale. Quando una parrocchia ed i suoi catechisti entrano in questa prospettiva si aprono orizzonti veramente nuovi e interessanti. La proposta va impostata bene ed esige, all’inizio, un certo lavoro d’insieme tra i catechisti, il gruppo dei genitori ed i ragazzi per entrare nel cammino con spirito positivo e graduale. Poi, man mano che ci si inoltra la cosa prende piede e i genitori stessi saranno coinvolti e trainanti per gli altri.
E’ necessaria la pazienza della semina: questo è quello che a volte ci manca. Andiamo alla ricerca di tecniche e di sussidi di ogni genere, dimenticando che il primo sussidio è il dialogo, la relazione tra catechisti, genitori e ragazzi. Di qui l’invito ai genitori ed ai ragazzi a trovarsi insieme ai catechisti a scadenze fisse per pregare, fare brevi catechesi, riflettere sul cammino fatto, spiegare le finalità e i contenuti delle tappe e degli obiettivi da raggiungere.
Non può, dunque, mancare il costante dialogo con la famiglia per la consapevolezza che deve avere del cammino che si sta facendo per un sostegno e accompagnamento reciproco.
Attivare il protagonismo e la responsabilità delle stesse famiglie verso le altre è una via maestra per superare la passività delle stesse, rendendole più interessate e agenti, operative sul campo, scoprendo così anche le loro potenzialità di servizio non solo verso i propri figli, ma anche verso la comunità.
Come ogni anno l’avvio della catechesi rappresenta un momento di grazia per la comunità e per i catechisti e la Giornata della catechesi in cui presentare alla comunità i fanciulli e i ragazzi, i loro genitori e i catechisti deve essere una Giornata di comunione e di gioia.
Anche se la semina sarà faticosa e potrà sembrare anche improduttiva all’apparenza, quello che conta è la fede che mai deve venire meno. La catechesi è opera dello Spirito Santo e della Chiesa e i catechisti ne sono testimoni e servitori.
La comunità è grata del servizio e dell’impegno dei catechisti ed è certa che non verrà mai meno la volontà di perseverare in questo, per il bene della parrocchia.
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