Cos’è la Parrocchia?
Il Codice di Diritto Canonico definisce la parrocchia come una determinata comunità di fedeli costituita stabilmente nell’ambito di una Chiesa particolare (Diocesi), la cui cura pastorale è affidata, sotto l’autorità del Vescovo diocesano, ad un Parroco quale suo proprio pastore: legittimamente eretta gode di personalità giuridica per il diritto stesso.
“Senza la Domenica la Parrocchia non può vivere”.
Il centro della Parrocchia è la Domenica, giorno in cui la Comunità cristiana si riunisce per ascoltare la Parola di Dio, lodare Dio e spezzare il pane nell’Eucaristia.
Origine della Parrocchia di Ruvo del Monte.
La diffusione del Cristianesimo nella Lucania risale al III-IV secolo d.C. e gli ordinamenti gerarchici si hanno nel V-VI secolo. Al tempo dei Greco-Bizantini (VII sec.) nella gerarchia di rito latino sorsero i metropoliti, fra i quali quello di Conza, da cui dipendeva la Diocesi di Muro, eretta intorno al mille, della quale ha sempre fatto parte anche Ruvo fino al 1976, anno della ristrutturazione delle diocesi della Basilicata, con la quale Ruvo fu assegnata alla Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa.
La Comunità cristiana di Ruvo, comune medievale a sé stante fin dal 1045, esisteva già alla fondazione della Diocesi di Muro (1050), la cui giurisdizione si è territorialmente protratta sempre uguale fino al 1976.
Foto della navata centrale della chiesa

Dove siamo
La parrocchia comprende l’intero territorio del Comune di Ruvo del Monte, in provincia di Potenza. Situato a mt. 630 di altitudine sul livello del mare, all’estremo lembo settentrionale della Basilicata, ai confini segnati dal fiume Ofanto con l’Irpinia, è collocato tra la zona vulcanica del Vulture e i dorsali del-l’Appenino lucano.
Il suo territorio occupa una superficie di 32,19 km quadrati,su cui vivono, oggi, 1143 abitanti; attraversato dalla strada provinciale 219, realizzata dopo il terremoto del 1980, per il collegamento fra la zona industriale di Vitalba e l’Ofantina (SS 401),si affaccia verso l’interno della Basilicata come anche verso la Campania e la Puglia.
La storia: Chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta
A partire dall’epoca medievale l’odierno abitato di Ruvo del Monte si è andato estendendo sullo sperone che separa la valle del torrente Liento, verso l’Ofanto, da quella del torrente Bradano, verso la Fiumara di Atella.
Al centro del paese, formato dall’agglomerato di case che dal Castello si estende fino a “Piazza Olmo” (Capo Ruvo) e dall’altro nella parte pianeggiante (Basso Ruvo), è ubicata, da tempi immemorabili,la Chiesa Parrocchiale “S. Maria Assunta”, che, nel corso dei secoli, a seguito di incendi e terremoti, ha subito molteplici rifacimenti e trasformazioni, seguendo le sorti dell’intero abitato.
Dall’iscrizione del 1820, posta sul portale principale, abbiamo la notizia che la Chiesa Madre, in quel tempo, fu ampliata e resa più elegante, acquistando le dimensioni che presenta ancora oggi.
“All’antica Chiesa distrutta dal terremoto del 1694, ricostruita nel 1698, del tutto angusta per l’aumento della popolazione, le autorità e il popolo di Ruvo, messe assieme negli ultimi tempi le forze, dettero più eleganza e maggiore ampiezza con l’aggiunta di tre volte. Anno 1820”.
Nell’iscrizione, sulla porta minore della Chiesa, datata anch’essa “Anno 1820”,viene ricordata l’opera del P. Francesco Saverio Franza, della Congregazione del SS. Redentore, il quale, con parola efficace ed energica volontà aveva dato impulso al restauro completo della Chiesa ed al suo ampliamento, resosi necessario per l’accresciuto numero di fedeli e viene tramandato il nome di Angelantonio D’Auria, che aveva disegnato e scolpito la facciata in pietra.
Con l’aggiunta delle tre arcate, del battistero e dell’acquasantiera all’interno e con la realizzazione della facciata, arricchita dai due portali in pietra lavorata, la chiesa parrocchiale subì quella radicale trasformazione, che le ha dato l’impianto strutturale ed architettonico delle due navate, conservato fino ad oggi.
Il restauro realizzato dopo il terremoto “80 dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici della Basilicata, con la nuova tinteggiatura dai colori tenui che sprigionano luce, ha dato leggerezza all’ambiente e alle strutture architettoniche, evidenziandone lo stile settecentesco.
Ha acquistato maggior pregio anche il soffitto a stile basilicale, con 175 cassettoni ottagonali, rifiniti con ricca decorazione di cornici ed intagli, che caratterizzano la Chiesa Madre di Ruvo dai tempi del restauro del 1936 – 1938 del parroco Ciampa.
La parrocchia

