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Lettera Aperta Settimanale

In questa sezione del sito troverete le lettere, dedicate alla comunità parrocchiale, che il parroco, Don Gerardo, pubblicherà con cadenza settimanale.

Incontro: Maria ed Elisabetta

Maria «si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda» per salutare Elisabetta sua parente.
Contempliamo la gratitudine di Maria.

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SANTA LUCIA

Lucia, una giovane donna, una giovane martire, ci viene incontro ancora una volta con la forza della sua testimonianza, con il suo “sì” radicale detto a Dio.

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NATALE 2018

Il Natale rimane ogni anno un giorno straordinario: Dio si fa così vicino al mondo da diventare uno di noi. Quanto amore in questa decisione. Dio si abbassa, si umilia, viene ad abitare sulla terra, diviene uomo come noi.

Questo fatto ci tocca profondamente, apre un squarcio di luce nelle tenebre , nel pessimismo generale, nell’abitudine a lamentarci e a sentirci vittime ora dell’uno ora dell’altro. “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce…Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia”, dice il profeta. Sì, oggi nel buio di tante giornate, nel buio della paura, delle difficoltà della vita, dell’egoismo che ci fa chiudere in noi stessi, si inserisce uno squarcio di luce, ci raggiunge all’improvviso: “Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio”. E’ Gesù, l’Emmanuele, il Dio con noi. Non essere triste, non lasciarti prendere dal pessimismo, non guardare sempre te stesso, alza gli occhi, lascia le tue abitudini e le tue paure, come fecero i pastori, vai a Betlemme e troverai Gesù.

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Beati i miti, perché avranno in eredità la terra

Le letture di questo giorno, solennità di tutti i Santi, sono entusiasmanti. La prima lettura (Ap 7,2-4.9-14) ci ha mostrato, naturalmente in traduzione simbolica, dietro alla quale sta la realtà che va all'infinito, l'assemblea dei Santi, alla quale, se siamo in Grazia di Dio, partecipiamo anche noi. La seconda, estratta dalla prima lettera di san Giovanni (3,1-3), ci ha detto l'essenza della felicità di quest'assemblea: la visione di Dio faccia a faccia.

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«Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce»

«Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce» (Is 9,1).

Questa profezia di Isaia non finisce mai di commuoverci, specialmente quando la ascoltiamo nella Liturgia della Notte di Natale. E non è solo un fatto emotivo, sentimentale; ci commuove perché dice la realtà profonda di ciò che siamo: siamo popolo in cammino,

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Miti e umili di cuore

Miti e umili di cuore

Tra le tante mode e tendenze che oggi la società persegue ci sono quelle legate al tema della terra, inserite più in generale nei discorsi riguardanti la salvaguardia della natura e del Creato.

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miracolo del Cieco nato

Domenica IV di Quaresima Anno A: miracolo del Cieco nato.

La pagina dell'evangelista Giovanni che abbiamo ascoltato è ricchissima di idee e motivi di riflessione...

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Il Figlio di Dio si è fatto uomo.

Il Figlio di Dio si è fatto uomo.

Giovanni, in maniera originale rispetto a Matteo e a Luca, sceglie di non raccontare gli episodi legati alla nascita e all'infanzia di Gesù (gli annunci angelici, Betlemme, i pastori...): il suo punto di partenza è diverso.

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Cristo, Re dell’universo.

Cristo, Re dell’universo.

Per festeggiare Cristo, re dell'universo, la Chiesa non ci propone il
racconto di una teofania (manifestazione di Dio) piena di splendore.

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Gioia nel Signore

Nell'antifona d'ingresso di questa terza domenica di Avvento leggiamo: «Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino». Questa domenica, nella quale il celebrante indossa la casula di color rosa, è chiamata Domenica Gaudete, ossia della gioia. Perché della gioia? Perché l'Eucaristia che celebriamo ci introduce nella gioia del Natale, ossia nel grande mistero dell'Emmanuele, il Dio-con-noi, il Dio-per-noi.

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Domenica prima di Avvento Anno C

Domenica prima di Avvento Anno C - 02 - 12 - 2018 -

“L'urlo di Munch” è una delle opere d'arte pittorica più famose al mondo e rappresentative dell'arte moderna a cavallo tra i XIX e il XX secolo. Edward Munch (pittore norvegese, 1863-1944) nel quadro vuole rappresentare l'improvviso stato di angoscia e terrore che lo prende un tardo pomeriggio quando passeggiando con gli amici, si trova a contemplare la città di Oslo lungo la strada. Il quadro, che non descrive il mondo esteriore ma quello interiore dell'artista, ha in primo piano la figura di un uomo che con le mani al volto, quasi a schiacciarlo, apre la bocca per emettere un urlo che è insieme fortissimo ma anche muto, interiore, mentre il paesaggio attorno si scompone in linee concentriche quasi ipnotiche e il cielo al tramonto diventa come un fuoco. Penso che in questo quadro, di cui esistono ben 4 versioni dello stesso autore, e più volte riproposto e citato da altri artisti, è diventato una delle più efficaci rappresentazioni dell'angoscia dell'uomo moderno di fronte alla precarietà della vita, al crollo delle certezze e delle tradizioni, al senso di smarrimento e la mancanza di una speranza nelle relazioni umane.

Penso che questo “urlo” sia molto attuale anche per noi, che viviamo più di 100 anni dopo l'opera di Munch, nella nostra epoca dove vediamo pian piano venire meno le certezze che davano solidità al nostro animo, alle relazioni famigliari e sociali. La religione con le sue tradizioni sembra venire meno, gli scandali dentro la Chiesa ce la fanno apparire sempre meno autorevole e punto di riferimento. Le istituzioni sociali, politiche e anche caritatevoli, sono sempre meno sicure e degne di fiducia. Anche gli esperimenti sull'uomo, come l'ultimo fatto su due gemelli in Cina, sembra che abbiano rotto l'ultima barriera di certezza e di rispetto per l'uomo. E anche noi, nel piccolo della nostra vita, ogni giorno sperimentiamo la precarietà dei rapporti che credevamo eterni, il tradimento di fiducia data, la perdita di persone care che erano punto di riferimento.

Ma anche il Vangelo di questa prima domenica di Avvento ha nel quadro di Munch un'ottima sintesi. I discepoli di Gesù stanno sperimentando il crollo di tutto il loro mondo di sicurezze: il Tempio di Gerusalemme con il suo culto e tradizioni, centro della fede millenaria di Israele, è destinato a scomparire, ma anche tutto il mondo antico, con le sue divinità, i suoi imperi e potenze sono ad un passo dallo sgretolamento. Gesù con le sue parole sottolinea tutto questo, quando parla di sconvolgimento dei cieli, di angoscia di popoli, di paura che fa morire. Il Signore parlando ai discepoli spaventati intercetta anche le nostre paure, i nostri urli muti interiori che ci portano ad appesantire il cuore.

Ma le parole di Gesù non si fermano a questo, anzi sono un invito alla fiducia e alla speranza quando dice chiaramente “...allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”

Tutto può crollare, anche le realtà umane e concrete sulle quali puntavamo tutto, ma alla fine prevale Gesù e la sua parola. “Figlio dell'uomo” nel linguaggio evangelico significa uomo perfetto, pienamente realizzato. Gesù venendo al mondo (e ci stiamo preparando proprio a questo evento natalizio) è venuto a dirci che l'uomo non è condannato alla precarietà e quindi all'infelicità. L'urlo di angoscia che abbiamo dentro è ascoltato da Dio, e Dio è venuto nel mondo con l'uomo Gesù per mostrarci che è possibile vivere pienamente in ogni situazione, anche la più sconvolgente.

Gesù invita i suoi discepoli a stare diritti, in piedi, non chiusi nelle paure, ma ad affrontare la vita sapendo che l'unica vera incrollabile certezza è quella del Vangelo, è la Resurrezione, è la vita. Siamo persone che possono essere libere e non schiave degli eventi e dei cambiamenti.

L'invito alla preghiera non è un modo per “anestetizzare” il dolore e per metterci una “benda sugli occhi” e fare finta che non ci siano i problemi. Al contrario la preghiera ci porta dentro la tempesta della vita ma con la Parola di Dio nel cuore, con la forza dello Spirito di Dio, cioè del suo amore, facendoci vedere che in fondo siamo amati, siamo capaci di amare, che la felicità non ci è rubata, e che se anche tutto passa, le parole e l'amore di Dio non passano.

Se l'urlo di Munch è l'icona dell'angoscia dell'uomo moderno, Gesù che nasce a Betlemme è la rappresentazione più efficace della vicinanza di Dio ad ogni uomo, di ogni epoca, anche la nostra così precaria e piena di angoscia.

 

GIONA

GIONA

Il libro del profeta Giona è uno dei più belli della Bibbia: e non solo per il suo genere letterario (che in realtà ne fa un libro sapienziale più che un libro profetico) o per la sua brevità che lo rende insieme efficace e profondo;

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Discepoli non ammiratori

Discepoli non ammiratori

E' davvero molto strano Gesù...
Se fosse l'amministratore delegato di qualche azienda verrebbe probabilmente licenziato per quello che oggi dice nel Vangelo.

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La Speranza

La Speranza

Ci stiamo avvicinando alla Solennità dell'Ascensione, al momento in cui la Chiesa fa memoria e rivive il ritorno di Gesù alla casa del Padre. Il Maestro dice: "Non vi lascio orfani".

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Testimoni: i Profeti..gli apostoli..i Cristiani..

Testimoni: i Profeti..gli apostoli..i Cristiani..

Il Battista è il testimone diretto, immediato e credibile della presenza del Messia e salvatore del mondo in mezzo al suo popolo. Indica in Gesù l'unico salvatore del mondo, senza confusioni di ruolo e di missione. Egli è semplicemente colui che indica Gesù Cristo come il vero centro di tutta la storia e della salvezza: l’ Agnello di Dio, il Figlio di Dio.

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Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

In Inghilterra e in Normandia già nel secolo XI si celebrava una festa della concezione di Maria; si commemorava l’avvenimento in se stesso, soffermandosi soprattutto sulle sue condizioni miracolose (sterilità di Anna, ecc.). Oltre questo aspetto aneddotico, sant’Anselmo mise in luce la vera grandezza del mistero che si attua nella concezione di Maria: la sua preservazione dal peccato.

 

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Una pace duratura per tutti

Una pace duratura per tutti

- Il fondamento della costruzione della pace "consiste nell'origine divina dell'uomo, della società e dell'autorità stessa, che impegna i singoli, le famiglie, i vari gruppi sociali e gli Stati a vivere rapporti di giustizia e di solidarietà".

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Orari SS Messe

Festivo

Sabato  ore 17.00

Domenica

ore 9.30: c/o Casa Albergo per Anziani di Ruvo del Monte;

ore 11.30 in Chiesa Parrocchiale.

Feriale: Lunedì – Martedì – Mercoledì – Giovedì – Venerdì

Ore 17.00

Orari Catechesi

Sabato

ore 15 – 16 : II – III – IV – V ragazzi elementari;

16 – 17 : I –II-III ragazzi Medie

17 - 18  Giovani

Giovedì

ore 20.00:  Incontro Azione Cattolica

Tutti i giorni
Orario apertura : Circolo Giovanile : ore 18.30 – 20.00

Donazioni

Per effettuare una donazione alla parrocchia di Ruvo del Monte puoi usare le seguenti coordinate bancarie:

IBAN:
IT71 K054 2442 2400 0000 0150 116

BIC: BPBAIT3BXXX  (Estero)
BANCA POPOLARE DI BARI –
Ag.di Ruvo del Monte (Italia)
Intestato a:
Parrocchia S. Maria Assunta

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