Eucaristia: mistero da accogliere, da vivere, da credere.
Eucaristia: mistero da accogliere, da vivere, da credere.
Gesù non vuole che le sue parole sul pane vivo disceso dal cielo vengano interpretate in modo allegorico, figurativo, per immagine. Egli chiede che vengano prese in senso letterale, così come esse suonano, senza alcuna aggiunta di pensiero umano. Così sono, così vanno accolte, credute, vissute. L'uomo non deve interferire mai in esse.
Il pane disceso dal cielo è Lui, Gesù. Non però in senso simbolico, ma reale. Realmente Gesù è disceso dal cielo. Veramente è venuto nella carne ad abitare in mezzo a noi, per farsi nostro cibo e nostra bevanda di vita eterna. Veramente Lui ci dona la sua carne perché noi la mangiamo per non morire in eterno. Questo è il mistero che oggi Lui annunzia ai Giudei.
Questi però anziché aprirsi alla fede, si mettono a discutere aspramente. Vorrebbero prima comprendere e poi credere. Il mistero non si comprende prima e si crede dopo. Col mistero dobbiamo sempre operare il percorso inverso: prima lo accogliamo, lo viviamo, lo facciamo divenire nostra carne e nostro sangue, lo trasformiamo in nostra storia. Vissuto e realizzato in noi, iniziamo a comprenderlo secondo la misura di possibilità (intelligibilità) contenuta nelle parole che lo esprimono e lo manifestano.
Gesù non si attarda a spiegare il mistero. Si limita a ribadire la realtà del suo corpo e del suo sangue assieme all'altra realtà del prendere, del mangiare e del bere. La carne va presa e mangiata. Il sangue va preso e bevuto. Solo così diviene in noi cibo e bevanda di vita eterna. Solo così noi diveniamo nell’essere immortali, che mai conosceremo la morte dell'anima e del corpo nelle Geenna del fuoco.
Gesù però ci rivela perché noi non moriremo in eterno: perché con la sua carne mangiata e con il suo sangue bevuto, noi vivremo per Lui, nel compimento perfetto della sua volontà. In altre parole: il suo corpo e il suo sangue diventano in noi forza divina invincibile contro ogni tentazione, ogni peccato, ogni trasgressione, ogni male. Fortificati da questa carne e corroborati da questo sangue, noi saremo sempre vincitori contro il male, saremo vittoriosi nel compimento della volontà di Dio e per questo nessuna morte potrà mai colpirci. Siamo veramente invulnerabili.
È questa la differenza abissale che distingue l'Eucaristia dalla manna. La manna era solo del pane di terra, nutriva il corpo, lasciava l'anima e lo spirito senza forza. L'Eucaristia invece è Dio stesso che si fa nostra carne, nostro sangue, nostra anima, nostro pensiero, volontà, sentimento e Dio è sempre impeccabile, perché bontà eterna. Come Dio non può fare il male, perché natura di bene, così anche per chi si accosta all'Eucaristia in pienezza di fede: diventerà anche lui natura di solo bene.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi, dateci questa fede nel mistero.
| < Prec. | Succ. > |
|---|





