La via semplice del vangelo
"Il genio è capace di dire cose profonde in modo semplice!"
Si tratta di una citazione di Charles Bukowsky, poeta e scrittore statunitense vissuto tra il 1920 e il 1994.
Gesù era davvero un genio, proprio come emerge dalle parole di questo scrittore. Ha usato la vita, fatta di gesti, sentimenti, parole… per aprire all'uomo la profondità di Dio.
Non è stata una vita semplice quella di Gesù, come non lo è nessuna vita. Quella semplicità di linguaggio di Gesù la dobbiamo far nostra perché anche noi viviamo e affrontiamo la vita che è fatta, come quella di Gesù, di parole, sentimenti, relazioni, fallimenti, dolori, gioie…
Leggere il Vangelo è prima di tutto leggere il racconto di una vita, così come i primi testimoni l'hanno ricordata e vissuta accanto al Maestro e Signore.
Nessuno conosce Dio Padre se non colui che viene da Dio Padre stesso, cioè il suo Figlio. E Gesù, Figlio di Dio ha voluto, proprio con la carnalità della sua esistenza, far conoscere la profondità del Padre, che altrimenti sarebbe rimasto inaccessibile e conoscibile solo da lontano, e quindi facilmente equivocabile.
Senza Gesù, così come ci è narrato nei Vangeli, Dio rimane davvero difficile da comprendere e rimane davvero lontano, misterioso, pauroso…
Le parole del Vangelo ("hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli…") non sono un invito all'ignoranza religiosa. Anzi è davvero il contrario.
Sono parole che i primi testimoni hanno riportato nel Vangelo, perché sono un chiaro richiamo a non "saltare" la testimonianza del Vangelo per conoscere Gesù e quindi Dio Padre. Nel Vangelo, letto con la comunità dei cristiani che è la Chiesa, troviamo la via per arrivare a conoscere Dio e in fondo anche chi siamo noi. Senza Vangelo, corriamo il rischio di inabissarci nei nostri ragionamenti su Dio in modo astratto e alla fin fine inutile.
Abbiamo dunque bisogno di rimanere con uno spirito da bambini, per poter accogliere la stupenda storia di Gesù, e riconoscere noi stessi in lui e nei personaggi che di volta in volta lo incontrano e sono la lui istruiti, guariti e amati. Dobbiamo farci piccoli e poveri, solo così possiamo sentirci continuamente bisognosi di ricevere da Dio, senza rischiare la mortale autosufficienza spirituale.
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