Cristo, Re dell’universo.

Cristo, Re dell’universo.

Per festeggiare Cristo, re dell'universo, la Chiesa non ci propone il
racconto di una teofania (manifestazione di Dio) piena di splendore.
Al contrario, ci propone la scena straziante della passione secondo san Giovanni, in cui Gesù umiliato e in catene compare davanti a Pilato, onnipotente rappresentante di un impero onnipotente, in cui vigeva il potere sulla vita e sulla morte.

Scena straziante in cui l'accusato senza avvocato è a due giorni dal risuscitare nella gloria, e in cui il potente del momento è a due passi dallo sprofondare nell'oblio.

Chi dei due è re? Quale dei due può rivendicare un potere reale?

Ancora una volta, secondo il modo di vedere umano, nessuno si poteva  sbagliare.

Ciò che conta è il dialogo di questi due uomini.

Pilato non capisce niente, né dei Giudei, né di Gesù (Gv18,35), né del senso profondo del dibattito (Gv 18,38).

Quanto a Gesù, una sola cosa conta, ed è la verità (Gv 18,37).

Durante tutta la sua vita ha servito la verità, ha reso testimonianza alla verità.

La verità sul Padre, la verità sulla vita eterna, la verità sulla lotta che l'uomo deve condurre in questo mondo, la verità sulla vita e sulla morte. Tutti campi essenziali, in cui la menzogna e l'errore sono mortali.

Ecco cos'è essere re dell'universo: entrare nella verità e renderle testimonianza.

Tutti i discepoli di Gesù sono chiamati a condividere la sua
regalità, se "ascoltano la sua voce" (Gv 18,37).

È veramente re colui che la libertà ha reso libero (Gv 8,32).