Il Battesimo: una data da ricordare
Il Battesimo: una data da ricordare.
C’è una data importante, un momento preciso nella vita passata di ciascuno di noi che dobbiamo ricordare: se vi chiedessi ora di dirmi qual è esattamente, non so quanti saprebbero rispondere.. Scatta un momento nella maturazione della nostra vita cristiana, in cui ci facciamo questa domanda.. e ci viene voglia di conoscere quella data, e non per curiosità.. ma perché improvvisamente ci rendiamo conto almeno un po’ del dono incomparabile che abbiamo ricevuto quel giorno...del nostro Battesimo.
Tutta l’avventura della nostra vita di fede è iniziata proprio lì! Quel giorno ci è stato fatto un dono immenso, immeritato, totalmente gratuito.. si tratta del sacramento dell’iniziazione cristiana.
“Iniziazione”... Sì, c’è bisogno di essere “iniziati” alla fede, c’è bisogno di essere istruiti, di “andare a scuola di fede”, perché quanto abbiamo ricevuto in dono possa mettere radici profonde, possa fruttificare e orientare la nostra vita secondo il vangelo. C’è qualcosa che deve essere abbandonato e qualcosa coltivato, per giungere alla piena maturità di Cristo. Il battesimo è dono ma anche impegno e responsabilità..
* La frase centrale del Vg del Battesimo di Gesù, sarebbe bello che potessimo memorizzarla per sempre, scolpirla a lettere di fuoco, per renderla incancellabile nella nostra mente e nel nostro cuore:
“Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto” (Lc 3,22): le parole che il Padre rivolge a Gesù al momento di ricevere il battesimo al Giordano da GB... queste parole, sono state dette a ciascuno di noi nel giorno del suo battesimo: “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto”.
Queste parole risuonano per ciascuno di noi. È nello Spirito Santo che possiamo udire questa voce di Dio Padre: una parola che ci genera, come ha generato il Figlio. Siamo stati resi “figli nel figlio” e Dio ci tratta realmente come figli (cf. Eb 12,7). “Parlate al cuore della gente e gridatele che è finita la sua schiavitù”, invita il Profeta Isaia. Parlare al cuore della gente significa risvegliare nel cuore di ogni uomo e di ogni donna la sua identità di figlio di Dio, figlio amato e prediletto.
* Viene un giorno per ciascuno di noi, spero che per tanti sia già arrivato, in cui si fa esperienza di sentire rivolgere personalmente a lui/lei questa parola... “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto”, tu sei il mio figlio amato, io ti amo, ti amo così come sei, in te è tutta la mia gioia..
È quello il giorno in cui improvvisamente questa Parola-esperienza diventa il fondamento e insieme il motore di tutta l’esistenza: fare esperienza del grande dono e sentire il forte desiderio di comunicarlo..
Finisco con un breve racconto che ci dice qualcosa di profondo sul nostro battesimo.
Così racconta uno scrittore in “La bottega di Dio”:
una notte ho sognato che in una via del mio quartiere era stata aperta una nuova bottega con l’insegna: “Dono di Dio”.
Entrai e vidi un angelo dietro al banco. Meravigliato, gli chiesi: “Che vendi, angelo bello?”.
Mi rispose: “Ogni ben di Dio!”.
“Fai pagare caro?”
“No, i doni di Dio sono tutti gratuiti”.
Contemplai il grande scaffale con anfore d’amore, flaconi di fede, pacchi di speranza, scatole di salvezza… e così via.
Mi feci coraggio e, poiché avevo un immenso bisogno di tutta quella mercanzia, chiesi all’angelo: “Dammi un bel po’ d’amore di Dio, tutto il perdono, un cartoccio di fede e salvezza quanto basta!”.
L’angelo, gentile, mi preparò tutto sul bancone.
Ma quale non fu la mia meraviglia vedendo che, di tutti i doni che avevo chiesto, l’angelo mi aveva fatto un piccolissimo pacco! Esclamai: “Possibile, Tutto qui?”
Allora l’angelo, solenne, mi spiegò:
“Eh si, mio caro! Nella bottega di Dio non si vendono frutti maturi, ma soltanto piccoli semi da coltivare”.
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