IL SIGNORE E' MISERICORDIOSO E PAZIENTE
IL SIGNORE E' MISERICORDIOSO E PAZIENTE
Il Signore è misericordioso e paziente. Con le parole del salmo possiamo pregare, avvicinarci a Dio, contemplare la sua bontà infinità, accogliere i suoi benefici e la sua salvezza, e sperimentare la sua misericordia e la sua pazienza.
Nella Sacra Scrittura abbiamo il racconto di questa bontà, di questa premura e misericordia del Signore verso i suoi figli.
Con la chiamata Mosè diventa lo strumento di Dio per la liberazione del suo popolo, dei suoi figli, schiavi in Egitto.
La narrazione della vocazione di Mosè implica anche la rivelazione del nome di Dio: "Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe". La curiosità provocata dal prodigio del roveto ardente spinge Mosè ad avvicinarsi; dal roveto, Dio chiama Mosé per due volte. Al patriarca, che manifesta disponibilità, il Signore rivela un progetto di liberazione, da comunicare al popolo. In seguito, ad una domanda di Mosè, Dio dichiara il proprio nome: "Io sono colui che sono", e aggiunge: "Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi". In realtà, forse Mosè non avrà capito la frase "Io sono colui che sono", cioè sono colui che fa esistere, colui che ti è presente, colui che sarò, e come tale mi manifesterò.
Informato sull'identità di Dio, Mosè accetta di annunziare la salvezza, trasmettendo le parole divine: "Sono sceso per liberarlo dalla mano dell'Egitto e per farlo uscire da questo paese, verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele".
La liberazione di Israele dall'Egitto è la prefigurazione della libertà e della salvezza operata e offerta da Cristo attraverso la sua morte e resurrezione e, lungo la storia, attraverso i sacramenti. San Paolo ricorda ai Corinzi il comportamento degli Israeliti nel deserto, le mormorazioni contro Mosè e contro il Signore; quei cristiani sono edotti sul divieto di mormorare. Inoltre si ricorda il miracolo dell'acqua uscita dalla roccia, "e quella roccia era il Cristo". L'interpretazione degli eventi è incentrata su Cristo; si allude al battesimo e alla grazia dei sacramenti.
Nelle situazioni difficili non è il Signore che manda dei castighi: il Signore è sempre accanto ai suoi figli per dare loro grazia e forza, per portarli alla conversione e ad una vita operosa che porti frutti di bene.
Dio non risponde in modo chiaro e percettibile come vorremmo ma ci fa comprendere che non è assente né indifferente al nostro dolore. Ci mostra il suo Figlio crocifisso dalla ingiustizia e dalla cattiveria umana.
Il Signore, misericordioso e paziente, concede il tempo per portare frutti. Può essere la situazione di ciascuno di noi. La nostra vita è ancora così lontana dalla bontà, dalla generosità, dalla santità. Il Signore, con tutte le grazie che ci ha dato, si aspetterebbe tanti frutti e invece siamo sempre tanto spogli. Possiamo imparare dall'uomo della parabola che dice: "zapperò, metterò concime, curerò… e vedrai che porterà frutti".
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