Osservanti e Conventuali nel Monastero “San Tommaso del Piano” di Ruvo, oggi detto comunemente “Convento”.
All’origine del movimento dell’Osservanza francescana, che ha attratto i religiosi che desideravano conformarsi rigidamente alla regola fissata da San Francesco nel 1223, c’erano i problemi essenziali dell’Ordine dei frati minori, già dibattuti quando il Santo era ancora in vita. Si può conciliare l’esigenza di povertà assoluta con le esigenze di un’opera pastorale che necessita di un minimo di risorse finanziarie per formare dei predicatori abbastanza avveduti quanto ai problemi dei testi sacri?Deroghe alla regola di assoluta povertà furono concesse dal Papa al movimento dei Conventuali; ne seguirono vivaci reazioni da parte dei frati più rigoristi: spirituali nel Sud della Francia e fraticelli in Italia.
Si giunse a permettere ai frati che lo desideravano di rifiutare ogni possesso, ma a preservare l’unità dell’Ordine francescano con l’autorità di un ministro generale, che rappresentava sempre la tendenza conventuale maggioritaria.
Si svilupparono in seguito dei movimenti osservanti gli uni indipendenti dagli altri e riconosciuti dal Papa, in quanto la riforma non aveva in sé lo spirito di contestazione dei “fraticelli”. Si fondavano conventi riformati, nei quali sia frati che laici trovavano il modello di conversione religiosa, che si adattava alla loro attesa. Il successo poneva in modo più acuto il problema dei rapporti con i Conventuali.
Ben presto, consapevole dell’incapacità dei Conventuali a intraprendere una vera e propria riforma, il Papa appoggiò con maggiore forza gli Osservanti, che si insediarono in città già popolate da Conventuali, ormai rivali.
I Conventuali, frattanto, nel 1431 rifiutarono la riforma generale, che riaffermava il rifiuto di ogni proprietà fondiaria ed affidava l’intera gestione degli interessi dell’Ordine al cardinale protettore.
Papa Eugenio IV, eletto in quello stesso anno, accettò una gerarchia separata per ogni ramo dell’Ordine, tranne il Ministro generale, che doveva restare unico: divenendo, però, le divergenze insuperabili, nel 1443 il Papa organizzò due ordini separati, provvedendo ciascuno di essi di un Vicario generale.
La divisione fu definitiva: i Riformati, confermati nel 1517, hanno mantenuto questo nome fino al 1897 e poi, col semplice nome di “Frati Minori”, in opposizione ai “Frati Minori Conventuali”, sono rimasti la famiglia più numerosa e più viva dei francescani.
A Ruvo si insediarono per primi gli Osservanti o Riformati; se ne ignora comunque, la data di arrivo nel corso del Quattrocento; si conosce l’anno di passaggio del Monastero ai Conventuali, che fu precisamente il 1560.
Con ogni probabilità è da attribuire ai Riformati il culto di San Bernardino (1380 – 1444) che aveva influenzato direttamente la Riforma Francescana con la fondazione dei conventi riformati.Una chiesa alquanto antica a Ruvo, dedicata a San Bernardino, oggi inesistente, menzionata nei Bollari Vescovili, fuori delle mura cittadine, era ubicata all’incrocio delle due vie di cui, oggi, una porta al cimitero e l’altra direttamente all’Incoronata.


