San Donato: il Protettore
Le reliquie del martire San Donato fanno rifulgere Ruvo della gloria dei martiri, di uomini e donne rinomati come di una innumerevole moltitudine di cristiani ignoti al mondo ma non a Dio, che hanno avuto sepoltura nei cimiteri cristiani romani.La pratica della traslazione dei Martiri dagli antichi cimiteri (le catacombe) iniziò molto presto, anche se con delle interruzioni; già nel VII secolo questa consuetudine era ormai acquisita, divenendo sempre più frequente tra il VII e il IX secolo.
Il bisogno di nuove devozioni e l’esigenza di un protettore furono anche una conseguenza della ripresa delle iniziative a carattere religioso nel secolo XVIII, fra le quali anche la venerazione delle reliquie dei martiri, di coloro che hanno dato la vita per il Vangelo, per essere fedeli a Cristo.
I documenti storici conservati nell’Archivio parrocchiale riguardano gli inizi del culto del Santo Martire nella Parrocchia di Ruvo (1783), descritti nel suo libro dal Parroco Campa, che operò per la realizzazione dell’artistica statua in gesso di San Donato (1949) e dell’urna in legno (1967).
A seguito del danneggiamento sono state recuperate le reliquie nella loro interezza e dal 6 luglio 2008 sono esposte alla venerazione dei fedeli, deposte nella statua e nell’urna restaurate con il concorso dei ruvesi residenti ed emigrati, che hanno testimoniato il loro attaccamento al Protettore.
San Donato: Il Protettore

