San Rocco Pellegrino: il Patrono
San Rocco, uno dei santi taumaturghi più popolari dell’Occidente,veniva invocato tra il Medioevo e l’ottocento, in occasione del rinnovarsi delle epidemie di peste, malattia che non lasciava scampo e che a più riprese si diffuse per contagio nel "vecchio continente", mietendo milioni di vittime. Recentemente gli è riconosciuta pure la protezione contro le altre malattie contagiose, AIDS compresa.È invocato nelle campagne contro le malattie del bestiame e le catastrofi naturali, visto il suo carisma di guarigione e l'uso che aveva di invocare la protezione di Dio sui luoghi che toccava, prima di lasciarli. È patrono pure degli invalidi, dei prigionieri e degli emarginati, per aver provato le stesse situazioni quand'era in vita.
La sua popolarità rimane ancora ben viva, tanto che - sia in Italia che all'estero - è patrono di numerosi paesi, fra i quali, da tempi immemorabili, è annoverato anche Ruvo.
Il fatto che vi fosse una Cappella dedicata a San Rocco fin dal 27 settembre 1611 sta a testimoniare l’antichità della venerazione del Santo a Ruvo. In quella data il Vescovo Mons. Confetti concedeva la cappella con “jus patronatus” ( con diritto di custodirla e mantenerla ) all’Università ( Comune ) di Ruvo, che eleggeva il Santo, Patrono del paese, e si obbligava alla manutenzione del luogo sacro e alle spese della sua festa.
Nel 1836 la famiglia Amato donò l’attuale Chiesa di San Rocco e fu in essa trasportata e custodita la statua del Santo, portata in processione solenne nel giorno della festa annuale nel mese di agosto.
L’antica statua in legno di San Rocco è scolpita in un modo che serve a ricordare la sua storia, la vicenda di un pellegrino con sandali, bastone, mantello, cappello, borraccia e conchiglia, nella postura di un viandante che, con una piaga sulla gamba, sosta in compagnia del cane, suo amico fedele.
La storia
Nonostante la grande popolarità di San Rocco, le notizie sulla sua vita sono molto frammentarie; comunque è possibile tracciare a grandi linee un profilo essenziale sulla sua breve esistenza terrena.
Il Santo nacque a Montpellier, in Francia, fra il 1345 e il 1350, da Jean e Libère De La Croix, una coppia dotata di esemplari virtù cristiane, ricchi e benestanti , dediti ad opere di carità. Il bambino, ottenuto dopo insistenti preghiere, nacque, secondo la tradizione, con una croce vermiglia impressa sul petto. Perduti entrambi i genitori intorno ai 20 anni di età, decise di seguire Cristo fino in fondo: venduti tutti i suoi beni, li distribuì ai poveri e, indossato l’abito del pellegrino, s'incamminò in pellegrinaggio verso Roma.
Arrivato in Italia, nel corso delle epidemie di peste, andava a soccorrerne i contagiati anziché fuggire i luoghi ammorbati. Verosimilmente l'epidemia più rilevante di cui si tratta era la cosiddetta Peste Nera che, intorno alla metà del Trecento, devastò l'intera Europa, ma che già prima e anche dopo continuò a manifestarsi qua e là.
Nel luglio 1367 era ad Acquapendente, una cittadina in provincia di Viterbo, dove, ignorando i consigli della gente in fuga per la peste, il Santo chiese di prestare servizio nel locale ospedale, mettendosi al servizio di tutti. Tracciando il segno della croce sui malati e invocando la SS.Trinità per la guarigione degli appestati, il santo pellegrino divenne lo strumento di Dio per operare miracolose guarigioni. Ad Acquapendente si fermò circa tre mesi fino al diradarsi dell’epidemia, per poi dirigersi verso l’Emilia Romagna, toccando, durante il viaggio verso Roma, Forlì, Cesena e Rimini, dove intervenne in altre epidemie, occupandosi di malati che, a volte, venivano abbandonati persino dai familiari. Molti di essi guarirono in modo miracoloso, cosa che iniziò a far emergere i carismi del nostro santo presso la gente.
Giunto a Roma tra il 1367 ed il1368, vi rimase tre anni, e qui curò, fino ad ottenerne la guarigione, un cardinale, che lo presentò al papa Urbano V, da poco ritornato da Avignone.
Anche il ritorno da Roma verso Montpellier fu interrotto da un'epidemia di peste, in corso a Piacenza. Rocco vi si fermò e, mentre assisteva gli ammalati, lui stesso venne contagiato. Allora, un po' per non aumentare il contagio e un po' per tener fede al voto di anonimato che aveva fatto come pellegrino, si trascinò fino ad una grotta (tuttora esistente, trasformata in luogo di culto) lungo il fiume Trebbia, in una zona che all'epoca era alla periferia della cittadina di Sarmato, sempre sulla via Francigena, la via dei pellegrini.
La tradizione pone in questo luogo la presenza di un cane (che tanti artisti dipingeranno o scolpiranno al fianco del nostro santo) che, durante la degenza di Rocco appestato, provvedeva quotidianamente a portargli come alimento un pezzo di pane, sottratto alla mensa del suo padrone e signore del castello di Sarmato, il nobile Gottardo Pallastrelli, il quale, accortosi di questo fatto, seguì il cane ed in questo modo incontrò il Santo. Rocco, soccorso e curato dal nobile signore, dopo la guarigione riprese il suo cammino. Gottardo, frattanto, lasciò i suoi beni per divenire anch’egli pellegrino sull’esempio del suo amico.
Quello che avrebbe dovuto essere il ritorno a Montpellier, si interruppe a Voghera, dove il pellegrino si trovò implicato nelle complicate vicende politiche del tempo. Scambiato per una spia, finì in carcere senza ribellarsi, e vi restò per cinque anni, fino a morire trentaduenne, nella notte tra il 15 ed il 16 agosto di un anno imprecisato tra il 1376 ed il 1379.
Attorno a quest' uomo aleggiava già una certa fama di santità, che avrebbe portato all'acclamazione della stessa sia durante il Concilio di Costanza ( 1414 ) e sia con il decreto pontificio di attestazione dell’esistenza e rilevanza del culto ( 1584 ).
Nel 1485 i suoi resti furono portati, trovandovi definitiva collocazione, nella chiesa di San Rocco a Venezia. Si trovano reliquie del Santo anche a Voghera, Roma, Montpellier, nella Chiesa di San Rocco di Vernazza, a Genova ed anche a Pignola in provincia di Potenza.
Il Santo nacque a Montpellier, in Francia, fra il 1345 e il 1350, da Jean e Libère De La Croix, una coppia dotata di esemplari virtù cristiane, ricchi e benestanti , dediti ad opere di carità. Il bambino, ottenuto dopo insistenti preghiere, nacque, secondo la tradizione, con una croce vermiglia impressa sul petto. Perduti entrambi i genitori intorno ai 20 anni di età, decise di seguire Cristo fino in fondo: venduti tutti i suoi beni, li distribuì ai poveri e, indossato l’abito del pellegrino, s'incamminò in pellegrinaggio verso Roma.
Arrivato in Italia, nel corso delle epidemie di peste, andava a soccorrerne i contagiati anziché fuggire i luoghi ammorbati. Verosimilmente l'epidemia più rilevante di cui si tratta era la cosiddetta Peste Nera che, intorno alla metà del Trecento, devastò l'intera Europa, ma che già prima e anche dopo continuò a manifestarsi qua e là.
Nel luglio 1367 era ad Acquapendente, una cittadina in provincia di Viterbo, dove, ignorando i consigli della gente in fuga per la peste, il Santo chiese di prestare servizio nel locale ospedale, mettendosi al servizio di tutti. Tracciando il segno della croce sui malati e invocando la SS.Trinità per la guarigione degli appestati, il santo pellegrino divenne lo strumento di Dio per operare miracolose guarigioni. Ad Acquapendente si fermò circa tre mesi fino al diradarsi dell’epidemia, per poi dirigersi verso l’Emilia Romagna, toccando, durante il viaggio verso Roma, Forlì, Cesena e Rimini, dove intervenne in altre epidemie, occupandosi di malati che, a volte, venivano abbandonati persino dai familiari. Molti di essi guarirono in modo miracoloso, cosa che iniziò a far emergere i carismi del nostro santo presso la gente.
Giunto a Roma tra il 1367 ed il1368, vi rimase tre anni, e qui curò, fino ad ottenerne la guarigione, un cardinale, che lo presentò al papa Urbano V, da poco ritornato da Avignone.
Anche il ritorno da Roma verso Montpellier fu interrotto da un'epidemia di peste, in corso a Piacenza. Rocco vi si fermò e, mentre assisteva gli ammalati, lui stesso venne contagiato. Allora, un po' per non aumentare il contagio e un po' per tener fede al voto di anonimato che aveva fatto come pellegrino, si trascinò fino ad una grotta (tuttora esistente, trasformata in luogo di culto) lungo il fiume Trebbia, in una zona che all'epoca era alla periferia della cittadina di Sarmato, sempre sulla via Francigena, la via dei pellegrini.
La tradizione pone in questo luogo la presenza di un cane (che tanti artisti dipingeranno o scolpiranno al fianco del nostro santo) che, durante la degenza di Rocco appestato, provvedeva quotidianamente a portargli come alimento un pezzo di pane, sottratto alla mensa del suo padrone e signore del castello di Sarmato, il nobile Gottardo Pallastrelli, il quale, accortosi di questo fatto, seguì il cane ed in questo modo incontrò il Santo. Rocco, soccorso e curato dal nobile signore, dopo la guarigione riprese il suo cammino. Gottardo, frattanto, lasciò i suoi beni per divenire anch’egli pellegrino sull’esempio del suo amico.Quello che avrebbe dovuto essere il ritorno a Montpellier, si interruppe a Voghera, dove il pellegrino si trovò implicato nelle complicate vicende politiche del tempo. Scambiato per una spia, finì in carcere senza ribellarsi, e vi restò per cinque anni, fino a morire trentaduenne, nella notte tra il 15 ed il 16 agosto di un anno imprecisato tra il 1376 ed il 1379.
Attorno a quest' uomo aleggiava già una certa fama di santità, che avrebbe portato all'acclamazione della stessa sia durante il Concilio di Costanza ( 1414 ) e sia con il decreto pontificio di attestazione dell’esistenza e rilevanza del culto ( 1584 ).
Nel 1485 i suoi resti furono portati, trovandovi definitiva collocazione, nella chiesa di San Rocco a Venezia. Si trovano reliquie del Santo anche a Voghera, Roma, Montpellier, nella Chiesa di San Rocco di Vernazza, a Genova ed anche a Pignola in provincia di Potenza.
San Rocco: Il Patrono

